Trento — Luciano Spalletti, ex CT della Nazionale, promuove l’Italia di Rino Gattuso e la proietta con fiducia ai Mondiali: «I calciatori sono forti e Gattuso ha qualità di spessore. È stato bravissimo a far giocare insieme le due punte e a trovare grinta e fisicità. Con Israele la partita l’ha vinta lui, senza dover per forza uscire dal basso: ha soluzioni interessanti».
Il ricordo delle qualificazioni e l’esonero
Spalletti torna sulle difficoltà della sua gestione: «Ogni volta che vedo l’Italia ripenso alle qualificazioni e alla Norvegia. Siamo andati lì al termine di un campionato logorante, con l’Inter reduce dai cinque gol presi in finale col PSG e tanti infortunati. Bastoni era in dubbio e ha finito con sofferenza. Non è lo stesso avere la scelta su venti giocatori di livello. Se non credessi nel movimento Italia, non sarei diventato CT».
Poi l’autocritica: «In Nazionale ho sbagliato: ho trasferito troppo del mio sentimento e del mio amore per il calcio. Ho intasato i ragazzi con parole e richieste. Oggi ai calciatori serve leggerezza: devono arrivare alla partita e sentire la musica nello spogliatoio. Con i social tutti vedono tutto. Ho provato a spiegare che il calcio è una cosa seria, ma tra le vicende Tonali e Zaniolo e altre situazioni sono entrato troppo negli ingranaggi e non ha fatto bene».
Gattuso e l’Italia: identità e pragmatismo
Per Spalletti, la svolta di Gattuso è chiara: più carattere, più fisicità, e un uso pragmatico delle risorse. «Ha vinto la sfida con Israele anche a livello mentale: ha dato un segnale alla squadra e al gruppo. L’Italia andrà ai Mondiali».

